La psicoterapia per dipanare il proprio gomitolo interno

Ciascun individuo si porta dentro dei grovigli interni. Grovigli fatti di pensieri, emozioni, sensazioni di cui non è pienamente consapevole, ma che nello stesso tempo lo definiscono.

Gli altri, che non abitano il suo interno, del groviglio possono osservare solo la traduzione esteriore della sua interiorità, cioè i comportamenti, gli atteggiamenti, le scelte. E su questo formulano delle ipotesi, che risultano più o meno vicine al suo sentire ma pur sempre delle ipotesi. Potremmo dire, usando una metafora, che gli altri si trovano a descrivere il gomitolo solo guardandone le estremità.

A quel punto, se il soggetto confonde il giudizio sulle estremità con il gomitolo che si porta dentro, sperimenta la sofferenza della distanza tra l'esperienza interna ed un esterno che non la riconosce.

In psicoterapia, il terapeuta prende per buona l'esistenza del gomitolo, legittimandolo, ma nello stesso tempo ne accetta l'inconoscibilità. Lo sguardo esterno del terapeuta, presente, attento e privo di giudizio, permette all'individuo di compiere egli stesso il percorso di conoscenza del suo gomitolo, riappropriandosene, affinché i suoi nodi possano finalmente venire al pettine.

Autore Marco Guadalupi - Pubblicato il 22/10/2025

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